Rossini a Lugo
Gioachino Rossini visse a Lugo dal 1802 al 1804. La città conserva numerose testimonianze di questo soggiorno: la casa paterna; l’abitazione dove alloggiò con la famiglia; l’organo sul quale amava esercitarsi; alcuni documenti autografi. Il periodo lughese segnò una tappa fondamentale nella formazione culturale del giovane Rossini: qui, infatti, alla Scuola dei canonici Malerbi, dove studiò canto, composizione e clavicembalo, ricevette “i primi principi di suono e di canto” ed ebbe la possibilità di conoscere il grande repertorio musicale europeo. A questo periodo risale anche il suo esordio come compositore con le celebri Sonate a quattro e con il Gloria a tre voci.

Casa-museo Gioachino Rossini
La Casa-Museo Gioachino Rossini situata in Via Giacomo Rocca, 14 è un edificio che fu abitato per lungo tempo dalla famiglia Rossini. Di proprietà del padre di Gioachino, la famiglia vi abitò fino al 1790. Di ritorno da Pesaro, città in cui i Rossini si era trasferiti, la casa era già stata occupata e quindi si stabilirono in un’altra casa ubicata in Via Manfredi, 25. Nel 1992 in questa Casa, sono stati celebrati i duecento anni dalla nascita di Gioachino Rossini che, con il fondamentale contributo del Lions Club di Lugo, è divenuta sede di eventi culturali ed esposizioni d’arte. Nel 2018, durante l’anno rossiniano a 150 anni dalla scomparsa, ha preso corpo l’idea di trasformarla in museo dedicato al compositore, poi riallestito nel 2020.
L’edificio, sito oggi ai margini del centro storico, sorgeva presso una delle antiche fosse che circondavano la città. Di modesta fattura e di piccole dimensioni fu per lungo tempo abitato dai Rossini. Da Gioachino Sante, il nonno, la casa passò nel 1787 a Giuseppe Antonio, il padre. Giuseppe Rossini, banditore trombetta del comune di Lugo, vi abitò fino all’aprile 1790, quando si trasferì a Pesaro. Nel 1802, rientrando con la famiglia a Lugo, Giuseppe non si stabilì nella sua casa già occupata, ma in un piccolo edificio del centro, vicino all’abitazione dei canonici Giuseppe e Luigi Malerbi. Fu alla loro scuola che Gioachino avviò con sistematicità la propria formazione musicale e iniziò a comporre. Al periodo trascorso a Lugo, dal 1802 al 1804, risale anche l’amicizia con Luigi Crisostomo Ferrucci figlio di Violante Malerbi. Compagno di giochi, poi latinista e bibliotecario alla Laurenziana, Luigi Crisostomo compose per Gioachino l’epigrafe che campeggia sulla facciata della casa dal 1858: “Haec Domus Est / Ioachim. Rossini…”. Sappiamo che Gioachino Rossini anche nella maturità, si era mostrato affezionato alla casa che aveva ereditato dal padre nel 1839: “Io ho casa a Lugo, la casa paterna, che non venderò mai, ma voglio sia conservata…” confidava a Filippo Mordani, a Firenze, nel 1855.
Villa Malerbi
Villa Malerbi, costruita nei primi anni del XIX secolo, costituiva la residenza di campagna dell’omonima famiglia, Giuseppe (1771-1849) e Luigi (1776-1843) erano entrambi musicisti: La loro Scuola era reputata una delle migliori della Romagna; tra gli allievi figurò anche Gioachino Rossini.
Vanta un importante archivio di manoscritti rossiniani, attualmente conservati presso la Biblioteca Trisi, ed il leggìo sul quale Donizetti diresse la prima esecuzione dello Stabat Mater a Bologna.

Chiesa del Carmine
Opera dell’architetto Francesco Petrocchi, la Chiesa del Carmine, fu ricostruita nella metà del Settecento, in stile barocco, su una precedente chiesa del 1520, annessa all’attiguo convento carmelitano. Vi si venera S. Ilaro, patrono della città.
Custodisce un famoso organo a canne costruito da Gaetano Callìdo nel 1797, sul quale il giovane Rossini amava esercitarsi. Recentemente vi si sono esibiti celebri solisti europei, tra i quali Gustav Leonhardt.
Salotto Rossini
All’interno della residenza municipale (Rocca estense), nel cosiddetto Salotto Rossini, si possono ammirare: un ritratto ad olio di Anna Guidarini, cantante pesarese, sposatasi con Giuseppe Antonio Rossini nel 1791. Da questo matrimonio nacque Gioachino, il 29 febbraio 1792. Uno splendido ritratto di Gioachino Rossini. Quadro ad olio eseguito nel 1828 dalla pittrice Haudebourt Lescot: dono dello stesso Rossini alla città di Lugo, custodito nella casa di Maria Alboni, celebre cantante dell’epoca che, alla morte, il 24 luglio 1894, lo mise a disposizione del Comune di Lugo. Si può inoltre ammirare un ritratto ad olio di Giuseppe Antonio Rossini, padre del maestro, nato a Lugo il 3 ottobre 1758. Sia questo ritratto che quello della madre, sono gli unici esistenti, e furono donati al Municipio di Lugo da Olympe Pèlissier, seconda moglie del Maestro. Nel salotto Rossini si possono inoltre ammirare una Lettera autografa del compositore (datata 1 febbraio 1844), il quale ringrazia il gonfaloniere per la nomina a consigliere comunale e il Diploma di patriziato lughese concesso al Cav. Gioachino Antonio Rossini, rilasciato dalla Magistratura della città di Lugo il 20 dicembre 1858. Uno degli ultimi cimeli , è una preziosa locandina, ritrovata nel 2010 e attualmente collocata presso il Teatro Rossini che testimonia la presenza in orchestra, e precisamente al cembalo, di Rossini in occasione d’opera La nobiltà delusa, rappresentata al Teatro Rossini nel 1806.


